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Programma per l'Anniversario di Giovanni Boccaccio
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Programma per l'Anniversario di Giovanni Boccaccio

Settimo Centenario della nascita dello scrittore e poeta Giovanni Boccaccio vissuto nel Trecento a Certaldo, piccolo borgo medievale in Toscana, nella provincia di Firenze. Fu autore del Decamerone, le cento novelle in prosa volgare, una delle più importanti opere della cultura italiana.

Biografia

Il Settimo Centenario della nascita di Giovanni Boccaccio si propone di omaggiare, festeggiandolo per un intero anno sia a Certaldo che in tutta la Toscana, uno dei più grandi autori della letteratura italiana, colui che ha inventato una prosa ricca di sfumature linguistiche con l’uso di forme dialettali, il volgare. 

Il Programma completo degli eventi è possibile scaricarlo dal sito Boccaccio2013.

 

Nato probabilmente nel comune fiorentino di Certaldo; sulla sua nascita conosciamo con precisione solo l'anno, appunto il 1313, ma ci sono ignoti il giorno, il mese e perfino il luogo. Ancora gli studiosi sono a domandarsi se sia nato a Firenze oppure a Certaldo o addirittura a Parigi. Giovanni era figlio naturale del mercante Boccaccino di Chelino. La sua vita fu un continuo viaggiare e la possibilità di vedere città culturalmente attive per l’epoca, come Napoli, Firenze, Ravenna e Avignone, gli permettono di entrare in contatto con le personalità più di spicco di quei giorni, come Cino da Pistoia e il grande Petrarca.

Anche sulla donna della sua vita, la leggiadra Fiammetta, poco si sa. Potrebbe essere stata una giovane vissuta alla corte napoletana di Roberto d'Angiò, forse una sua figlia illegittima, come una pura creazione dell'immaginazione del Boccaccio; nessuno può affermarlo con certezza. Del resto tutto o quasi tutto della sua vita affettiva e sentimentale è avvolto in una fitta nebbia nella quale è difficile separare il vero dal falso.

Anche sulla sua esistenza oltre la vita sussistono vari punti oscuri. Sappiamo che morì a Certaldo il 21 dicembre del 1375 e che fu sepolto nella chiesa oggi intitolata ai Santi Jacopo e Filippo, ma sappiamo anche che, con la riforma leopoldina del 1783, che proibisce la sepoltura nelle chiese, le sue spoglie vennero trasportate e sparse nel cimitero della chiesa priora dei Santi Michele e Jacopo. 

Nel 1525 l’umanista Pietro Bembo inserisce il suo nome tra quello delle “tre corone”, cioè i modelli da utilizzare per la letteratura: Dante perché considerato il padre della lingua italiana, Petrarca per la poesia, Boccaccio per la prosa. 

Il 21 dicembre 1875 viene celebrato a Certaldo il V Centenario della sua morte con un discorso di commemorazione pronunciato da Giosuè Carducci. Durante i festeggiamenti, sulla piazza maggiore del paese, il sindaco getta la prima pietra del monumento in onore del Poeta. Basamento e statua, opera dello scultore Augusto Passaglia, verranno terminati nel 1879. 

 

 

Decamerone 

Decamerone o Decameron deriva dal greco e letteralmente significa "dieci giorni". Si rifà all'Exameron "sei giorni" di Sant’Ambrogio, un racconto sui sei giorni della creazione divina.

E’ una raccolta di cento novelle, considerata ancora oggi una delle opere più importanti della cultura italiana, fondatrice della letteratura in prosa volgare. 

Il libro narra di un gruppo di giovani, sette donne e tre uomini, che trattenendosi fuori città per quattordici giorni (il titolo indica i dieci giorni in cui si raccontano le novelle e non i quattro in cui ci si riposa), per sfuggire alla peste nera che imperversava in quel periodo a Firenze (1348), raccontano a turno, per occupare le prime ore serali, delle novelle di taglio spesso umoristico e con frequenti richiami all'erotismo bucolico del tempo. Per quest'ultimo aspetto, il libro fu additato più volte come immorale e scandaloso e fu in molte epoche censurato.

Nel Decamerone le cento novelle, pur avendo spesso in comune il tema, sono diversissime l'una dall'altra, poiché l'autore vuol rappresentare la vita di tutti i giorni nella sua grande varietà di tipi umani, di atteggiamenti morali e psicologici, di virtù e di vizio; ne deriva che il Decameron offre una straordinaria panoramica della civiltà del Trecento: in quest'epoca l'uomo borghese cercava di creare un rapporto armonioso tra la realtà del profitto e gli ideali della nobiltà cavalleresca ormai finita. Come scritto nella conclusione dell’opera, i temi che Boccaccio voleva illustrare al popolo sono essenzialmente due. In primo luogo, infatti, Boccaccio voleva mostrare ai fiorentini che è possibile rialzarsi da qualunque disgrazia si venga colpiti, proprio come fanno i dieci giovani con la peste che si abbatte in quel periodo sulla città. Il secondo tema, invece, è legato al rispetto e ai riguardi di Boccaccio nei confronti delle donne, egli infatti scrive che quest’opera è dedicata a loro.